Il club del disco: Viralità

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Ogni settimana su “Il club del disco” commentiamo e analizziamo le novità più interessanti in ambito italiano e internazionale. Ogni mercoledì (a volte anche il martedì), invece, pubblicheremo anche qui sul sito il contenuto che gli iscritti al canale telegram hanno letto qualche giorno prima.


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Caro Gab,

In questi giorni buona parte dell’Italia ha adottato la filosofia “Yo hago lo que me da la gana” . No, non significa che ha accolto il nuovo album di Bad Bunny così calorosamente da andarsene in giro perreando (cioè twerkando) felicemente. E’ più che ognuno fa un po’ come gli pare scambiando l’irresponsabilità per l’irrinunciabile diritto alla libertà. Questa settimana è un WTF continuo: dai tg, ai social, dagli scenari un po’ insoliti che ci si parano di fronte all’opinione del vicino di casa che ti spiazza col complottismo.

Anche il nuovo video di Lady Gaga non scherza però eh, e mi ha regalato il momento più “cos…?” degli ultimi giorni. “Stupid Love“ ha finalmente il suo bel video alieno, coloratissimo e tuttofinto. Montagne simili a pietre di quarzo giganti brillano sullo sfondo di una specie di battaglia per la conquista dell’amore. Gaga ha le extention più accecanti che abbia mai indossato e sarà la principale responsabile del proseguimento del trend del fluo, accidenti a lei. La copertina del singolo fa molto glam metal anni 80/90: quello un po’ parodistico, quello ripreso dai The Darkness con “Permission to Land”. Solo che credo che lei sia seria e, non so, stavolta mi sembra troppo la figlia di Dee Snider dei Twisted Sister. Il singolo non è neanche potente come Judas, Telephone o Born this Way… 

Già la vita è difficile ai tempi di una pandemia, in più siamo in Italia e non esce un singolo o un album che mi sia utile a dimenticare “Bando” di Anna e “Coronavirus” di Bello Figo. Però c’è sempre una delle mie pochissime (facciamo l’unica) ancore di salvezza: la lettura. Perciò per capire il mondo attuale, le psicosi collettive germogliate in seno all’internet, ti consiglio un libro appena finito ieri in cui leggerai di cinema horror educativo, elezioni Trump-Clinton, il cappello Make America Great Again di Kanye West, Twitter e libertà. Il tutto firmato dalla penna sempre fuori dal coro (e dal comune) di Bret Easton Ellis, padre del romanzo più folle di fine anni 90, “American Psycho”.

Saluti confusi!

Ale


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Cara Ale,

In questi giorni non ho fatto altro che pensare al nulla. No, aspetta, provo a spiegarmi meglio. Non voglio dire che sto vegetando dalla mattina alla sera, ma piuttosto che ”il nulla” in quanto idea sia stato un po’ il filo conduttore dell’ultima settimana. Questa resistenza al coronavirus mi ha fatto pensare tanto alla Storia Infinita. Con l’unica differenza che il nostro Atreyu si chiama Scienza e il Nulla è il Covid-19.

Coronavirus a parte, mi sembra che in Italia si è parlato di ”viralità” anche rispetto a ”Bando” di Anna, ragazza ligure che ha conosciuto la fama improvvisa (e un contratto Universal) grazie a TikTok. Lasciando da parte un secondo tutti i discorsi sull’industria musicale e i giudizi sulla canzone, la cosa che più mi ha incuriosito del brano è la sua stessa natura. Come ammesso da Anna, ”Bando” non parla di nulla in particolare. Anzi, il pezzo in sé è addirittura figlio di un errore: l’autrice credeva che ”bando” (pronunciato béndo) fosse uno slang inglese per la parola ”quartiere”. In realtà, il termine deriva da ”abandoned house”, con riferimento alle cosidette trap houses (case abbandondate usate per fare/vendere droga).

Personalmente, non credo sia un problema il fatto che una canzone si basi sul nulla: è intrattenimento, è liberazione, è voglia di muovere il culo e va benissimo così. La cosa che però mi interessa di più in questo caso è che ”Bando” è in qualche modo anche lo specchio del nostro tempo. Un tempo di scroll infiniti sui social, di ore passate su Netflix e di continui messaggi in chat. Insomma: ha senso che in un tempo in cui sentiamo tutti il bisogno di riempirci di nulla, che sia di qualità o meno, finiamo con l’ascoltare anche canzoni che non significano niente.

Ironia della sorte – e chiudo – dopo aver ascoltato il brano d’esordio di Anna ho scoperto che Stefano di Trapani e Riccardo Papacci hanno lanciato un nuovo magazine molto particolare. È una specie di blog senza alcun tipo di censura. Una pagina che, vedi tu a volte le coincidenze, si chiama Droga. Droga perché, citando uno degli articoli di presentazione, ”l’informazione è una droga vera e propria: la gente ne ha bisogno, la assume ogni giorno, deve sentirla circolare nel corpo quotidianamente altrimenti non sa più per quale motivo vivere. Ma non è essenziale, attenzione, che sia informazione di qualità, che si dica qualcosa di sensato, non ha importanza”. Il cerchio che si chiude.

Saluti dal béndo, sopra il booster

gab.

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