Bremain: Songs They Never Play On The Radio (James Young)


nico.jpg

di Royston Vince Bremain è la nuova rubrica di Talassa, a cura di Royston Vince, che se ne frega del Brexit. Royston –  musicista inglese laureato presso l’istituto di musica Colchester, membro dei Petros Singers e professore di musica presso una scuola di Londra – vi consiglierà, di volta in volta, una canzone di un artista britannico. Poi vi spiegherà in un video, che trovate sempre in fondo all’articolo, la sua interpretazione del brano scelto,  parlando prima in italiano e poi in inglese. Insommma, un’ottima occasione per scoprire musica di qualità, ripassando un po’ d’inglese: cosa volete di più? 

 

 

One night, we’ll turn the light down low

Like we used to do

We’ll say, ‘It’s really time to go’,

Like we used to do

And though we’ll feel so small,

In the cliché of it all

We’ll pretend that it’s okay

As we listen to the songs they never play on the radio

Tante, se non quasi tutte, le biografie che vengono scritte dai musicisti sono tremende. Per fortuna, però, ci sono alcune eccezioni degne di nota.

Ho avuto modo di ascoltare “The Marble Index” di Nico, una cantante tedesca che aveva il dono, o forse la maledizione, di attirare seguaci, fan ed accoliti semplicemente ‘essendo’ se stessa. Facendo una ricerca sull’album, ho notato che uno dei musicisti che ha accompagnato Nico durante i suoi ultimi dieci anni di vita, ha scritto una biografia, che ha ricevuto commenti e recensioni talmente positivi dai lettori dell’epoca da suscitare in me la curiosità di leggerlo. “Nico, Songs They Never Play on the Radio” (1992) di James Young non tratta solo di un’icona della cultura popolare del ventesimo secolo diventata vittima della droga, ma racconta anche, con estrema precisione, le vicissitudini dello spietato mestiere del musicista, senza trascurare nessun particolare e dimostrando allo stesso tempo comprensione e compassione.

Nello stesso periodo, Young pubblicò anche una canzone, intitolata proprio Songs They Never Play On The Radio, del quale fu autore e tastierista. Il brano – una continuazione delle sue precedenti composizioni, sia in quanto a stile che sonorità –  medita su quel preciso momento della vita in cui “la festa è finita e si deve ritorna a casa”.  Una lezione che Nico aveva abbondantemente ignorato pur avendo poco rispetto verso se stessa e la sua propria benessere. La canzone che vi consiglio questa mese è allora perfetta per descrivere questo sentimento di affetto e nostalgia per un ‘adesso’ che vorremmo tanto prolungare, prima che sarà inevitabilmente sgretolato.