Bremain è la nuova rubrica di Talassa, a cura di Royston Vince, che se ne frega del Brexit. Royston vi consiglierà, di volta in volta, una canzone di un artista britannico. Poi vi spiegherà in un video, che trovate sempre in fondo all’articolo, la sua interpretazione del brano scelto,  parlando prima in italiano e poi in inglese. Insommma, un’ottima occasione per scoprire musica di qualità, ripassando un po’ d’inglese: cosa volete di più? Ci pensa la meravigliosa Pink Moon di Nick Drake ad inaugurare il primo episodio della rubrica.

I saw it written and I saw it say
Pink moon is on its way
And none of you stand so tall
Pink moon gonna get you all
It’s a pink moon

It’s a pink, pink, pink, pink, pink moon.

di Royston Vince

Mentre ci prepariamo ad entrare nel pieno dell’autunno, mi viene in mente una musica più consona ai giorni freddi e scuri che ci aspettano.  Ormai, l’estate è finita,  le note soleggiate e libere che arrivano dalle spiagge e dai festival, diminuiscono gradualmente d’intensità e le nostre menti invernali si risvegliano poco a poco.  Forse penso così perché sono inglese e sono abituato a subire da una vita i capricci climatici di quest’isola nord-europea. In ogni caso, mi sembra ragionevole pensare che sia arrivato il momento di ascoltare qualcosa che si adatti meglio a questo cammino autunnale, a braccetto con la melanconia.  

A questo proposito, nel bel mezzo di un agosto piovoso (devo ammettere che i nostri agosti sono sempre deludenti da un punto di visto climatico) mi ritrovai in un cimitero di un piccolo paesino appena a sud di Birmingham, per rendere omaggio ad una cara amica scomparsa di recente. In occasione di questa visita triste, vidi per caso la tomba di questo cantautore e chitarrista inglese, poco noto in vita.  

Mi soffermai un secondo sulla scritta incisa nella lapide: “Nick Drake 1948-1974 – Remembered with love”. A questo punto, appena ritornato in macchina e diretto verso casa, pensieroso e un po’ triste decisi di riascoltare la sua ‘Pink Moon’, brano tratto dall’omonimo album del 1972.

Suppongo che fosse abbastanza in anticipo dal punto di vista stagionale, ma, credetemi,  mi sembrò che l’inverno fosse arrivato all’improvviso, esattamente dopo quel pomeriggio. Chi, allora, se non Nick Drake, potrebbe essere più adatto a chiarirci questo senso di perdita e inquietudine che ci circonda in questo momento dell’anno?  

 

 

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