di Antonio Zarrelli

Il Parco delle ex Scuderie di Caprarola, dal 28 al 30 Luglio, ospiterà la 5^ edizione dell’Eco Sound Fest. Un festival “ecologico”  gratuito in un luogo da sogno. Ecologico perché è in un parco di alberi secolari, all’interno di una riserva naturale e con scopi ben precisi: la promozione della creatività attraverso la musica, l’attenzione alle tematiche ambientali e il ritorno a un modo di affrontare la vita più a misura d’uomo.

Planet Funk, Pinguini Tattici Nucleari, Gazzelle , Namusa , Beer Brodaz, Bamboo, L’indièfinito, The Chasing, Monster, Dardust, Canova, PopX si esibiranno nelle tre serate.

Abbiamo deciso di fare qualche domanda agli organizzatori del Festival per conoscere meglio questa 5^ edizione.

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T. Ciao. Siete alla 5^ edizione dell’Eco Sound Fest, quindi avete accumulato una certa esperienza. Date un consiglio a chi vuole provare a organizzare una serata/evento/festival ed è alle prime armi?

ESF. Il consiglio che ci sentiamo di dare è quello di delineare per prima cosa il proprio obiettivo e di costruire intorno a questo la propria peculiarità. Adesso i festival musicali sono tanti (per fortuna!) e per farsi conoscere c’è bisogno di caratterizzarsi, altrimenti si rischia di diventare tutti uguali ponendo il pubblico nella condizione di partecipare a uno o all’altro indifferentemente. Molto importante è chiaramente la scelta del luogo e degli artisti che, a volte a malincuore, non può essere basata soltanto su gusti personali. Altri aspetti cruciali sono i finanziamenti, l’immagine del festival e la pubblicità. Sarebbe meglio avere almeno un grande sponsor così da poter contare su un’entrata sicura. È possibile anche autofinanziarsi completamente, ma richiede un impegno grandissimo soprattutto quando si è all’inizio. L’immagine del festival, spesso sottovalutata, gioca invece un ruolo centrale: serve una bella grafica! Attraverso questa bisogna poi pubblicizzare bene l’evento, soprattutto mediante un uso accurato dei social.  

Cosa rappresenta adesso per voi l’Eco Sound Fest e come è cambiato durante questi anni?

All’inizio l’Eco Sound Fest rappresentava un modo per aggregare i giovani del nostro paese utilizzando gli interessi che ci stanno più a cuore: la musica e l’ecologia. Con il tempo è però diventato molto di più: oggi contribuisce a promuovere la creatività giovanile e a migliorare la comunità in cui viviamo attraverso la diffusione di valori positivi. Per noi l’Eco Sound Fest significa costruire per mesi all’interno del parco le nostre relazioni, portare una parte di noi nello spirito del festival, dimenticare di avere una casa per tutta la durata della manifestazione, o meglio: fare del festival la nostra casa.

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Oltre alla passione per la buona musica, per intenderci, c’è un’attenzione particolare alla Storia, all’Arte, all’Ambiente. Un concetto di delocalizzazione e la proposta di provare a riprendersi tempi e spazi. Caprarola, col suo magnifico Palazzo e le bellezze naturali tutto intorno, sembra essere il luogo perfetto. Quale è stata la risposta del pubblico, non solo della Tuscia, nelle edizioni scorse e cosa vi aspettate quest’anno?

La risposta del pubblico è stata sorprendente! Per tutti i giovani di Caprarola ormai l’Eco Sound Fest è diventato un appuntamento atteso e imperdibile, ma ci scrivono ragazzi da tutta Italia. È stato emozionante aver visto il festival crescere anno dopo anno e aver dato il proprio contributo per la valorizzazione di Caprarola. Molto apprezzati sono la scelta della location e l’allestimento che curiamo all’interno del parco. Tutti ci dicono che durante il festival si respira un’aria magica e surreale! Gli ospiti condividono la nostra etica e sono collaborativi per quanto riguarda la raccolta differenziata e il rispetto delle regole ambientali.

Cosa può fare la Musica per aiutare a preservare la Bellezza di questi luoghi che ospitano il Festival?

La Musica può fare molto. Può aiutare a far conoscere questi luoghi spesso disconnessi dal resto del mondo perché la Bellezza non si preserva nascondendola, ma restituendola al pubblico senza oltraggiarla.

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Ospitate molti artisti. Una prima serata con Planet Funk, Pinguini Tattici Nucleari e Gazzelle. Una chiusura con Canova e Pop X, per citarne alcuni. Come accolgono gli artisti che ospitate la filosofia del vostro Festival?

Gli artisti manifestano sempre apprezzamento per il nostro operato, lo condividono e lo sostengono dal palco. Spesso ne nascono situazioni anche divertenti, come quella dell’intro ad hoc dei Kutso, rimasta nella storia del festival! Se volete farvi due risate, vi consigliamo di ascoltarla: https://www.youtube.com/watch?v=UnxBMbU6VoU.

Avete programmato altre attività, oltre ai concerti, per chi vi viene a trovare?

Abbiamo appena indetto il contest fotografico #ExportEcoSound e con le foto vincitrici allestiremo una mostra all’interno all’area expo del festival. Oltre al palco e all’area expo, l’Eco Sound Fest è dotato di un’area food, un wine bar, un mercato con stand di artigianato ecologico, un’area relax e un camping gratuito attrezzato di docce e bagni. La posizione strategica del festival permette ai campeggiatori di godere dei bellissimi ambienti della Riserva Naturale del Lago di Vico grazie al servizio navetta e di raggiungere a piedi il Palazzo Farnese, uno dei più affascinanti esempi di dimora rinascimentale di tutta Europa. Abbiamo inoltre programmato un laboratorio di ciclofficina curato dall’associazione LAB.BICICLARIO con modalità che verranno presto annunciate sulla pagina Facebook dell’evento (https://www.facebook.com/ecosound.fest/).

Insomma i presupposti ci sono tutti: tanta musica, una location magnifica, lontani dal caos delle grandi città. Il 28, 29 e 30 Luglio non prendete impegni, o meglio prendetene uno: L’Eco Sound Fest.

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