di Gerardo Russo

Sulla mail di Talassa ci arrivano quotidianamente messaggi di uffici stampa, etichette, artisti e gruppi emergenti che ci propongono di ascoltare la propria musica. Noi siamo felicissimi di farlo e abbiamo deciso di raccogliere in una rubrica mensile le 5 proposte che ci hanno convinto di più, in rigoroso ordine alfabetico. Se avete voglia di farci ascoltare qualcosa, mandate tutto a:  talassascolta@gmail.com

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ARNESI – Il presidente

Gli Arnesi sono un’originalissima rock band italiana, prodotta da La Clinica Dischi. La loro musica sembra avere il ritmo delle canzoni legate alla tradizione popolare, ma i loro testi raccontano invece la rabbia di chi vive in città. Molti sono gli elementi folk nei loro brani, calcati dall’utilizzo di strumenti come l’armonica a bocca. Il presidente è il loro singolo d’esordio, un brano che è un attacco a tutti gli arrampicatori sociali: ci sono molti modi per migliorare il proprio status, tra i peggiori (o i migliori, a seconda dei punti di vista) c’è sicuramente il porsi in una condizione di servilismo verso chi è al di sopra di noi. Il compagno di scuola sempre disponibile per la maestra è cresciuto e lo incontriamo tutti i giorni a lavoro, sempre pronto a fare gli straordinari o a salire sul carro del vincitore quando ci sono le elezioni. Questo stile di vita viene descritto in modo sprezzante dalla band. I ritmi ossessivi del brano suggeriscono movimenti scattanti, quasi da marionetta, evocando quindi il totale asservimento di chi passa il suo tempo a leccare il presidente di turno.

THE BUSKERS – Fiato

The Buskers è il nome di una scatenata punk rock band bresciana, edita da Indie Box Music. Questo gruppo segue la scia del punk italiano storico, attualizzandone però testi e significati. Il brano Fiato rappresenta benissimo il loro stile: rabbioso, grintoso ed emotivamente di grande impatto. Si riesce ad apprezzare al meglio questa canzone se si ha la possibilità di viverla anche “fisicamente”, finendo per restare letteralmente senza fiato. La musica distrugge qualsiasi inibizione, spronando alla ribellione verso tutti i poteri costituiti che controllano la nostra vita. Il video del pezzo racconta bene queste sensazioni, mostrando la frustrazione di chi è intrappolato nel proprio squallido lavoro e la tanta voglia di mandare tutto all’aria. Non serviranno sostanze stupefacenti se riuscirete a cogliere fino in fondo tutte le sfaccettature del brano. La voglia d’insubordinazione che la musica saprà darvi farà il resto, regalandovi l’estasi.

GOLDEN RAIN – Foglights

Golden Rain è un talentuoso e promettente duo napoletano, prodotto da BulbArt Label e Pocket Records. Definiscono la loro musica un pop psichedelico con influenze dark. Fanno uso di melodie elettroniche ma è soprattutto la voce a caratterizzare i loro brani con profonde e soffuse atmosfere. Molto intenso è Foglights. Il pezzo colpisce per la sua capacità di coinvolgerci a pieno sin dalle prime note: perfetto per un giro in macchina, o meglio ancora a piedi, magari in uno di quei posti lugubri che scatenano le nostre paure. Una canzone che parla d’amore, un amore cupo, passionale. Un amore che viaggia su ritmi sognanti, quasi da capogiro. Lo scenario del video, un parcheggio tetro e solitario, sembra invitarci a vivere le esperienze più intense nei luoghi più impensabili. A vivere la foschia, senza averne paura. Questi cellulari ad alta luminosità serviranno pur a qualcosa.

 

PORTOBELLO – Anima libera

Diavoletto Netlabel presenta Portobello, emergente cantautore di Civitavecchia. Il suo stile, come nella migliore tradizione pop italiana, non ha bisogno di eccessi per raggiungere l’obiettivo. Una musica leggera, nel senso buono della parola, anche orecchiabile, e come nella tradizione cantautorale italiana, momenti difficili e malinconici possono anche essere raccontati con spensieratezza. Presentiamo l’artista attraverso il suo brano Anima libera. Il pezzo racconta di una delle più difficili esperienze che una persona si trova ad affrontare, la perdita di un padre. Il testo ritrae con dolcezza la figura paterna, che parla molto e ascolta poco, e le riserva quasi dei tratti poetici. Un padre che, forse preoccupandosi eccessivamente, nega anche troppa libertà ai figli. La musica ci suggerisce poi come trovare la giusta forza per accettare e superare il dolore. I suoni sono infatti solari, nella canzone la malinconia diventa magia e con tante lacrime di gioia possiamo sentirci liberi di urlare a squarciagola un “Se fossi ancora qui”. Il tutto sorridendo verso l’alto.

 

THREE HORNS – California

I Three Horns sono una dirompente rock band di Voghera. I loro brani recuperano un grunge anni ‘90 ormai dimenticato nelle nostre playlist, condito da suoni ruvidi e voci rabbiose, come nel rock più aggressivo. Immaginiamo un loro concerto e il pogo che ne potrebbe derivare. Nel loro Ep d’esordio l’adrenalina cresce di brano in brano, fino a dei pezzi che sono delle vere e proprie eruzioni vulcaniche. I vostri arti si lasceranno andare in tutte le direzioni, mentre la voce diventerà man mano sempre più triste e disillusa, quasi in contrapposizione con un corpo che si muoverà inutilmente fino allo sfinimento in preda alle fiamme. Cominciamo a conoscerli con il primo brano dell’Ep, California. Immergetevi in questa musica, non riuscirete più a farne a meno.

 

https://threehorns.bandcamp.com/releases

 

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