di Alessandra Virginia Rossi

John Peel è l’eroe della radiofonia inglese. I suoi trent’anni di servizio alla BBC gli sono valsi la solenne onorificenza di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. Non male per uno che ha iniziato la sua brillante carriera a bordo delle navi delle radio pirata. È il 1967 e, ormeggiata fuori dalle acque territoriali, Radio London trasmette “The Perfumed Garden” tra mezzanotte e le due del mattino. John (al secolo John Ravenscroft, ma il cognome era troppo lungo per poter essere memorizzato), un po’ come Bob “il tessitore dell’alba” del mitico film I Love Radio Rock, dopo due trasmissioni si rende conto che nessuno, sulla nave, era in ascolto a quell’ora:

“Dormivano, erano strafatti o guardavano porno insieme alla crew olandese”

L’idea allora è di fare completamente a meno delle regole e di compensare con la playlist. John inizia a far suonare tutti i dischi che possiede dalla California a Londra senza mandare pubblicità, notiziari o meteo.  In estate a Radio London rimane ancora solo qualche settimana di vita quando nientemeno che Brian Epstein, storico manager dei Beatles nota la trasmissione notturna di Peel e, per congratularsene, svela ai più la malefatta del giovane dj.

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Quando John Peel approda alla BBC gli viene chiesto di ridimensionare il piglio provocatorio con cui conduceva “The Perfumed Garden”. Ciononostante, riesce a farsi il nome di dj alternativo. Tony Blackburn, altro disk jokey storico e suo chiacchierato antagonista, ha fiutato una mossa strategica in questo.

“Un giorno era seduto in studio e ascoltava musica assurda e mi disse: ‘Questa roba è merda ma penso di poterne tirare fuori qualcosa’. Alla fine l’avrebbe amata ma inizialmente la sua reazione era ‘Dio questa roba è assurda’. Poi è arrivato alla BBC e ha realizzato che in questo modo avrebbe potuto farsi un nome come dj alternativo”

Ma il nome di John Peel non è diventato storia semplicemente per un fatto di controtendenza musicale. Anzi, il suo nome è completo solo quando si parla di “John Peel Sessions”. Cimentatosi anche nella conduzione televisiva con “Top of the Pops” e nella musica insieme all’amico Marc Bolan, non solo in Night Ride, Peel dà spazio alla lettura di poesie di autori sempre rigorosamente al di fuori del mainstream letterario, ma pian piano le sue trasmissioni iniziano a comprendere anche delle esibizioni live. A parteciparvi, nel tempo, sono passati praticamente tutti i più grandi musicisti che l’occidente anglofono abbia visto.

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Queste esibizioni vengono trasmesse dagli studi della BBC e, successivamente, anche da casa sua nel Suffolk. Peel racconta come nel tempo la sua casa stesse diventando invivibile a causa delle montagne di dischi che riceveva settimanalmente e che non sarebbe riuscito ad ascoltare neanche ottimizzando i tempi e ascoltando ininterrottamente giorno e notte le varie proposte musicali. A Index Magazine racconta:

“Mia figlia ha avuto un cavallo per un periodo. Morì in un modo abbastanza terrificante circa cinque anni fa. Ma la povera creatura non era ancora fredda che io ero già lì a montare scaffali nella sua stalla per creare un capannone dei dischi. Sfortunatamente si trova in un campo sull’altro lato della strada. Così se sono nel bel mezzo di un programma e voglio una determinata canzone devo mettere su un pezzo lungo, munirmi di torcia elettrica e correre ad attraversare la strada”


La casa di John Peel contiene ancora oggi i suoi 1600 dischi che il sito dedicato alla sua memoria non ha ancora finito di catalogare (curiosate fra gli scaffali e gli scatoloni riprodotti sul sito http://www.johnpeelarchive.com). Proprio in quella casa ,dopo qualche session, gli artisti più socievoli si fermavano a bere, chiacchierare e, perché no, a passare la notte. John Peel ha incontrato di tutto: artisti tanto mitologici quanto umanamente deludenti, tanto che avrebbe preferito restassero avvolti dal mito, e artisti così alla mano da proporre un pranzo fuori a session terminata. Il suo soggiorno/recording studio è ciò che più si avvicina all’idea di paradiso per gli amanti della musica pop rock.

“Se morissi domani non potrei lamentarmi. Dopo un inizio non troppo promettente direi che non me la sono cavata male”

Il 25 ottobre del 2004 John Peel scompare improvvisamente mentre è in viaggio in Perù per lavoro. Il palinsesto sulla BBC si interrompe e piovono tributi e dediche, che continua tuttora a ricevere, dai musicisti che sono passati per la sua strada e da tutti i musicofili che collezionano le pubblicazioni delle sue session. Youtube offre per intero parecchie delle sue trasmissioni e sulla rete si trova addirittura un John Peel Wiki che raccoglie un’infinità di materiale. La stessa Wikipedia contiene la lista di tutti i musicisti da lui ospitati.
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“Teenage dreams, so hard to beat”

I sogni della gioventù, così difficili da sconfiggere.

John Peel
Broadcaster John Peel, UK 2002 — Image by © Jamie Beeden/The Hell Gate/Corbis
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