di A.Z.

I luoghi che vi racconto oggi e che, in qualche modo, hanno ispirato l’ultimo capitolo del nostro lungo racconto a puntate, possono avere tante chiavi di lettura e spunti di riflessione. Ve li comincio a raccontare partendo da Goolge Map. Anzi no, partendo da Lanbroke Grove Station London. Oggi vi chiedo pazienza. Molti italiani, e turisti in generale, arrivano tramite metro all’uscita di questa stazione e, quasi istintivamente, vanno a sinistra dove a pochi minuti trovano Portobello Road, con i suoi famosi mercatini, negozi vintage e quanto molti conoscono. Poi se vanno a spasso per Notting Hill. Io, invece, qualche giorno fa ho deciso di girare a destra e a pochi minuti, all’incirca gli stessi che mi avrebbero portato a Portobello Road, sono andato alla ricerca di Rillington Place 10. E qui torniamo a Google Map. Non credo sia l’unico caso, ma è abbastanza singolare che, anche se segnalato sulla mappa digitale, in realtà Rillington Place non esiste più, tantomeno il numero 10. E non esiste più dagli anni ’50. Non solo, dopo aver cambiato il nome della strada vent’anni prima, negli anni ’70 tutta la zona viene totalmente stravolta e riedificata, al punto che oggi chi volesse cercare l’esatta ubicazione di Rillington Place 10, avrebbe non poche difficoltà. Si troverebbe giusto in Bartle Road e dintorni. C’è chi afferma di aver comparato varie mappe, prima e dopo la ricostruzione del sito, arrivando ad avere la certezza del punto esatto, ma non è importante. A me è bastato andare nella zona, dare un’occhiata e provare a immaginare.

img_1741

Chi volesse approfondire ha a disposizione molti filmati pre-anni ’70, qualcuno addirittura degli anni ’50 e un film girato nel 1971 nei luoghi così come erano con il titolo 10 Rillington Place. Insomma tutti questi indizi sono abbastanza chiari per immaginare che il Royal Borough of Kensington and Chelsea non ha semplicemente fatto un’azione di ammodernamento del sito, ma ha cercato di ritrasformarlo avendo uno scopo ben preciso, al di là della riurbanizzazione. Nel 2004 una commissione di rivalutazione di sentenze passate, dopo 54 anni dichiara il signor Thimoty Evans, accusato di aver assassinato sua moglie e sua figlia nel 1949 circa, innocente. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Peccato che Timothy, chiamiamolo per nome per stargli vicino moralmente, nel 1950 sia stato impiccato. A pensarci bene, se ci fosse un’altra dimensione, me lo vedo a sbellicarsi dalle risate con moglie e figlia presto raggiunte. Fa sempre riflettere constatare che quando si può applicare la pena di morte, a volte i processi sono talmente brevi che tra l’arresto e il cappio non c’è bisogno di discuterne troppo.

0002aca900000c1d-3548426-image-a-89_1461091787635

Eppure non è che ci fossero prove evidenti. Giusto, ma chi se non il marito? E poi, quanto può essere importante che la famigliola si sia trasferita nel 1948 in Rillington Place 10 (sì proprio lì)? E soprattutto, quanto può essere rilevante che prima del loro arrivo altre donne siano state uccise proprio in quella zona a partire dal 1943, senza neanche un minimo collegamento con Timothy? Casi diversi, impicchiamolo! Giusto, in fondo c’è un testimone che afferma che Timothy ha qualcosa di strano e poi, chi se non il marito? Giusto, la testimonianza di John Reginald Halliday Christie è una garanzia. E poi questo qui ha combattuto anche la guerra, non può mentire (senza pensare che uno con tutti quei nomi e cognomi ci dà un certo senso di sicurezza). Chi se ne frega che ha precedenti penali e qualche segno di squilibrio e violenza. In fondo, chi se non il marito? E poi chi lo può sapere meglio di John Reginald Halliday Christie, dato che è il proprietario di casa che ha affittato parte di essa alla famigliola poco felice? Nessun dubbio, impicchiamolo e tranquillizziamo un po’ gli animi! E così sia.

Il tempo passa, casualmente qualche altra donna viene ancora ammazzata, ma sia ben chiaro, quello di Thimoty è un altro caso, la gente del quartiere sente odore di morto ovunque e il nostro John Reginald Halliday Christie, nel marzo 1953, disgustato da tutto questo andazzo, almeno altre 3 vittime, varca la soglia della porta e se ne va da quel quartiere di terrore. Poi, anche la moglie è talmente malata ormai, che nessuno da dicembre 1952 la vede e la sente e lui, devoto marito, si prende la briga di aggiornare personalmente i parenti sullo stato di salute. Tanto devoto e premuroso questo John Reginald Halliday Christie, che alla fine però, andandosene di casa, dimentica di portarsela con sé, ma non dimentica di contraffarne la firma e di svuotarle il conto in banca. Insomma, ve lo immaginate John Reginald Halliday Christie, a marzo fuori di casa e con i soldi della moglie? E sapete dove lo ritroverete a luglio? Sì, lo avete capito subito che lui è il serial killer. Forse non avete immaginato che nella sua casa di Rillington Place 10, la polizia ha trovato cadaveri ovunque, anche nella dispensa in cucina. Anche la povera moglie malata in realtà è stata strangolata. E allora dove è che si trova a luglio il nostro Jhon Reginald Halliday Christie? Chiaro, tre mesi sono troppi per un processo. Impicchiamolo.

images

E anche qui mi immagino il nostro Timothy ad attenderlo dall’altra parte e a cantargliene quattro! Ma soprattutto immagino Timothy a pensare: pochi mesi per impiccarmi senza prove, 54 anni per dichiararmi innocente. Così va la vita, o la morte, fate voi. Insomma 8 donne ammazzate tra il 1943 e il 1953, una casa infestata da puzzo di morte, un quartiere che vede fantasmi in ogni angolo, non possiamo biasimare il Royal Borough of Kensington and Chelsea. Per una volta, nonostante l’obbligo morale a non dimenticare il passato, sono quasi d’accordo. Rillington Place e le sue vicende dovevano essere dimenticati. Non preoccupatevi, troverete molto materiale sulla storia, qualche link ve lo do io, e tra poco la BBC ci farà una bella fiction (non proprio) con Tim Roth nei panni di John Reginald Halliday Christie.

Finisce qui il nostro racconto di oggi, ma siccome è una giornata strana, ho una morale per voi: tranquilli, niente a che fare con la pena di morte e le lungaggini (o “cortaggini”) della giustizia. Piuttosto, per chi ha e avrà la possibilità di vivere a Londra, una morale vera quanto il mondo: diffidate dei proprietari di casa, non gli bastano interi stipendi in affitto, se possono vi succhiano l’anima.

Link:

Annunci