di M.C.

NOVEMBRE

Da quando ho iniziato a vivere a Napoli, l’arrivo di Novembre vuol dire cambiare il letto e mettere il piumone pesante. Prima lo faceva mamma, io andavo a scuola, tornavo a casa e magicamente il letto era diverso da come lo avevo lasciato. Il problema è che qui le notti non sono sempre fredde come lo sono in Basilicata, quindi a volte dormo bene, a volte soffro il caldo e passo una nottataccia. Il primo impatto con il nuovo album dei Thegiornalisti è stato esattamente questo: un giorno non mi piaceva, il giorno dopo sì. La mattina seguente sapevo le parole a memoria, la sera lo ascoltavo distrattamente. Avrete notato che mi piace raccontare come ho ascoltato per la prima volta gli artisti di cui parlo. Ad esempio, rimanendo in ambito di “scena romana”, Calcutta l’ho conosciuto guardando un video pubblicato da Matteo Corradini, uno dei The Pills. Nel video ci sono due youtuber che prendono in giro il ragazzino indiano di Cosa mi manchi a fare, convinti che a cantare fosse lui. I Thegiornalisti sono un’eccezione, non ho la minima idea di come sono arrivato a loro. Ricordo di aver ascoltato per caso Mare Balotelli, d’estate, mentre ero allo studio di mio padre. Però non ricordo come e perché ho iniziato ad ascoltare “Fuoricampo”. Quello che so, e che ho già detto, è che le sonorità di quell’album mi ricordavano la primavera, ora siamo in autunno.

Tommaso.

Il 21 ottobre è uscito “Completamente Sold Out”. Io me ne ero quasi dimenticato, me lo ha ricordato un messaggio bellissimo, alle quattro di notte. Ci sono certi lavori che ti colpiscono appena metti le cuffie, che dal primo minuto ti fanno innamorare. Ho ascoltato per la prima volta il nuovo album della band romana sul pullman che porta dall’aeroporto di Capodichino alla stazione Garibaldi. Non ne sono rimasto colpito particolarmente. Dentro c’è tantissimo di Tommaso Paradiso, il frontman della band. Anche nei precedenti lavori ci sono molti riferimenti alla sua vita e al suo modo di vedere le cose, ma in questo caso ci ha messo la faccia. Il che può essere una magnifica idea se ti rivolgi a un pubblico che ti conosce, oppure una grande stronzata se chi ti ascolta non ti ha mai sentito nominare.

È un po’ il senso che ha questa rubrica. Magari potrebbe sembrare un limite, ma in realtà l’approccio che ho scelto è quello di raccontare attraverso le mie esperienze personali. È una cosa che può piacere e che può non piacere ma, logicamente, le persone che hanno la mia età o che hanno vissuto questo tipo di situazioni possono, forse, ancor meglio comprendere ciò a cui mi riferisco.

Michele

Le medaglie hanno due facce però. Da un lato, c’è sicuramente la svolta pop, che più pop non si può. In “Fuoricampo” ci sono dei pezzi cult, sono dei piccoli gioielli a sé stanti, capaci di reggersi anche da soli. Qui stiamo parlando di vere e proprie canzoni da stadio, che hanno più cose in comune con Vasco Rossi e con Antonello Venditti che con I Cani. Io credo che sia stata una scelta voluta, una virata verso il mainstream, che è la vera essenza dei Thegiornalisti. Per dirla in poche parole, il loro posto è su Radio Deejay più che su Rumore.  Dall’altro lato c’è la capacità indiscutibile di coinvolgere le persone. Di farle cantare, di farle muovere, di farle urlare. In effetti, è qui che ritorna la soggettività di questa rubrica. Io sono affezionato a Proteggi questo tuo ragazzo, a L’importanza del cielo (Myazaki), ho sempre adorato quella parte astratta, aleatoria e distratta dei Thegiornalisti. “Completamente Sold Out” è invece un album impertinente, che ti entra in testa, ma forse non nel cuore. Io spero di sbagliarmi, intanto ci vediamo venerdì prossimo Tommà.

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