L’arte dei miscugli – Ghost Stories


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C’è una terra di misteri negli Stati Uniti che si estende dalla Louisiana, passando per il Mississippi e il Tennessee fino alla Carolina. I cantastorie che la abitano amano raccontarne i segreti, oscuri quanto antichi, con voci sgraziate, violini e chitarre cigar box. Prima della guerra di secessione questa zona è legata a un vero e proprio mito di benessere. Famiglie di ricchi proprietari terrieri abitano luminose case in stile coloniale e controllano immense coltivazioni di candido cotone. Le loro attività hanno però un costo terribile che si misura in vite umane. Così quelle stesse case, simbolo di prosperità, rivelano il loro lato oscuro e diventano nel tempo, e nelle storie narrate, case infestate dai fantasmi del passato. E il candore del cotone è macchiato del sangue degli schiavi, come in una delle scene più belle di Django Unchained.

Gli aristocratici nelle loro haunted house vengono perseguitati dal rimorso delle violenze inflitte e gli afroamericani, facendo leva sulla superstizione dei bianchi, praticano riti arcaici provenienti dalle lontane terre d’origine. Dai drammi dello sfruttamento e dal bisogno di esorcizzarne il terribile ricordo nasce, così, una tradizione popolare che mescola racconto, musica, tormenti amorosi, sinistre pratiche magiche e credenze ancestrali: il Southern Gothic, la cui voce, toccante, profondissima, è il Blues.

Ghost stories sul Mississippi Delta Sono gli ultimi anni dell’Ottocento e W.C. Handy se ne va per gli Stati del Sud incontrando musicisti afroamericani girovaghi, ai quali, sebbene quasi del tutto analfabeti, si deve la nascita della prima forma musicale nata su suolo americano. Son House, Lead Belly, i Mississippi Sheiks di Walter Vinson e Lonnie Chatmon e gli autori ignoti di tante folksongs indimenticabili e indimenticate della tradizione americana come St. James Infirmary.


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Gli afroamericani sono gli unici abitanti dell’America del Nord a non aver scelto di migrarvi. Impossibile non scorgere la costante malinconia che si avverte nelle tipiche blue notes. E, di qui, la naturale esigenza di esprimere il dolore delle loro condizioni attraverso canzoni che hanno molto del racconto. Il protagonista di Death Letter Blues di Son House riceve una lettera, un mattino, che gli comunica che la sua amata è morta. Quando si precipita sul luogo dell’accaduto lei è lì a raffreddarsi su un tavolo.

I got a letter this mornin’, how do you reckon it read? It said, “Hurry, Hurry” yeah “your love is dead” […] So, I grabbed up my suitcase, and took off down the road When I got there she was layin’ on a cooling board

L’impatto emotivo è immediato e direttissimo, quasi scioccante. I bluesmen non temono di imporre emozioni violente al loro ascoltatore, piuttosto sembra vogliano che ne faccia esperienza. Si ripetono giornate disperate che sembrano eterne (“the minutes seemed like hours, hours they seemed like days”). Il vuoto di quell’assenza deforma anche il silenzio (“Hush, thought I heard her call my name, if it wasn’t so loud and nice and plain”) e al povero amante, rimasto solo, non resta che combattere coi suoi fantasmi e domandarsi quanto dell’amore che la sua amata meritava, egli abbia realmente dato. Da brividi è, invece, l’atmosfera ricreata da Lead Belly, folk e bluesman della Louisiana, che nella sua Into the pines (molto nota per l’intensa reinterpretazione dei Nirvana Where did you sleep last night), in un lugubre dialogo con una ragazza misteriosa, racconta:

My girl, my girl, where will you go? I’m going where the cold wind blows In the pines, in the pines Where the sun don’t ever shine I would shiver the whole night through

I pini da cui si ricava il legno per le sepolture più modeste, le tenebre e un vento gelido di morte. E un punto della sua storia rimane aperto:

Her husband, was a hard working man Just about a mile from here His head was found in a driving wheel But his body never was found

Nulla si sa di quest’uomo, solo i dettagli macabri della sua morte violentissima. Oltre alla testa, di lui resta solo una ragazza, sua moglie, sperduta nella sua follia, che trascorre notti terribili senza trovare conforto. Una storia d’amore gelida quanto misteriosa che potrebbe essere la perfetta protagonista di una murder ballad… il prossimo racconto.