di Gabriele Naddeo

Le candidature del Premio Tenco sono sempre una buona scusa per riflettere sullo stato attuale della musica italiana. Stando a quanto scritto sulla pagina web ufficiale del Club, l’assegnazione annuale delle Targhe Tenco è rivolta “ai migliori dischi italiani di canzone d’autore” grazie a una decisione presa “dalla più ampia e rappresentativa giuria di giornalisti esistente in Italia in campo musicale”. Con canzone d’autore, riportando ancora una volta le parole del sito, si definisce la “canzone di qualità”, specificando che “lo scopo del Club è quello di riunire tutti coloro che, raccogliendo il messaggio di Luigi Tenco, si propongono di valorizzare la canzone d’autore, ricercando anche nella musica leggera dignità artistica e poetico realismo”.

Ora, dando una rapida occhiata alle candidature di quest’anno risalta all’occhio un dato abbastanza evidente: all’interno delle cinque categorie delle targhe la stragrande maggioranza degli artisti selezionati canta in Italiano. Non è una critica, ma un dato di fatto: la canzone d’autore in lingua straniera fa ancora fatica a farsi spazio tanto in contesti del genere, quanto nelle classifiche nazionali, come ad esempio dimostra l’assenza (inspiegabile) in queste candidature di artisti come Novamerica e Joan Thiele, fautori di due degli album italiani più belli del 2016. Eppure  – che c’entrino le new entry nel gruppo dei giurati selezionati dal Premio? – i primi segnali di un cambiamento si iniziano a notare. C+C = Maxigross , tra i migliori album dell’anno, e Any Other, nella categoria delle opere prime, sono senz’altro un’ottima notizia in questo senso; anche perché una loro eventuale assenza avrebbe scatenato una certa delusione generale, un po’ come quella provata l’anno scorso quando sia a “Stormi” che a “Die” di Iosonouncane non si assegnarono targhe.

Osservazioni a parte, approfitto dell’occasione anche per un altro fine, piacevole e banale quanto basta: improvvisarsi giurato e scegliere degli ipotetici finalisti per ogni categoria è secondo soltanto alle listone di fine anno in termini di divertimento.  A volte ne ho selezionati cinque, a volte tre, a volte due: non ho mai scelto un vincitore personale dal momento che qualsiasi artista premiato tra i presenti qui sotto mi farebbe comunque piacere. Per quanto riguarda gli artisti non selezionati dal Premio Tenco tranquilli, ci diamo appuntamento al listone di fine anno.

 

Il Fantapremio Tenco di Talassa

Album in assoluto

Calcutta – Mainsteam

Salmo – Hellvisback

Cosmo – L’ultima festa

I Cani – Aurora

C+C = Maxigross – Fluttarn

Dialetto

Alfio Antico – Antico

Giglio – Mamma quartieri

Tommaso Primo – Fate, sirene e samurai

Opera Prima

Any Other – Silently. Quietly. Going Away.

Motta –  La fine dei vent’anni

Boris Ramella – Non riesco a dormire

Io e la Tigre – 10 e 9

Giorgieness – La giusta distanza

Interprete canzoni non proprie

Francesco De Gregori – Amore e furto. De Gregori canta Dylan

Discoverland (Pier Cortese & Roberto Angelini) – Drugstore

Canzone Singola

Calcutta – Frosinone

Calcutta -Cosa mi manchi a fare

Motta -Prima o poi ci passerà

Cosmo -L’ultima festa

Niccolò Fabi – Ha perso la città

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