di A.Z.

In fondo toccava a lui” è nato così, in un momento in cui provi a metterti nei panni di qualcuno, a immedesimarti in una situazione e a pensare: come l’avrei vissuta io? La notizia ti passa tra le mani, o meglio sotto gli occhi, poche righe a dire il vero, ed ecco che senti il pizzico della curiosità. Ci sono un uomo e un teatro, un comitato da una parte e un comitato dall’altra, e alla fine, come sempre, c’è chi fa le cose solo perché le deve fare. L’uomo si chiama Max Miller, almeno questo è il suo nome d’arte, il teatro si chiama Alhambra, da una parte ci sono quelli che decidono che questo teatro va demolito, dall’altra ci sono quelli che non vogliono che il teatro venga demolito. E infine, che non vanno mai dimenticati, ci sono quelli che, anche se magari in cuor proprio non vorrebbero, il teatro lo devono demolire. Insomma, a voler essere chiari, questa storia del teatro demolito la potevo raccontare da tanti punti di vista. Ho scelto quello dell’attore. Sicuramente è più facile provare a mettersi nei panni di un artista che deve fare il suo ultimo spettacolo prima di vedere scomparire per sempre un simbolo della sua professione. Però, a dire il vero, la realtà dei fatti è ancora più originale di qualsiasi racconto avessi potuto scrivere. Max Miller, nato come Thomas Henry Sargent (1894-1963), è stato uno dei più noti attori inglesi, comico per lo più, della prima metà del Novecento. Teatro, cinema, cabaret, non si è fatto mai mancare nulla. Io con il mio racconto ho cercato di immaginare un ultimo spettacolo per il teatro Alahambra, che in qualche modo rendesse onore alla sua storia quasi secolare. L’edificio dell’Alahambra si trovava al 27 di Leicester Square e ai 23-25 di Charing Cross Road a Londra. Fu costruito intorno al 1850 e per i primi anni della sua vita il suo nome fu The Royal Panopticon of Science and Art. Lo scopo di chi aveva costruito il Panopticon era quello di fornire a tutti gli utenti possibili grandi esibizioni relative alla Scienza e alle Arti. Oggi potremmo paragonarlo a certi programmi televisivi a scopo educativo per la massa. Ed effettivamente il Panopticon ospitò migliaia e migliaia di visitatori interessati alle mirabolanti dimostrazioni delle nuove scoperte della scienza contemporanea. Dopo un paio di anni, però, per motivi che non ho approfondito, o meglio so che si tratta di cattiva gestione e conseguente bancarotta, si decise di vendere il palazzo. Il nuovo proprietario ne cambiò “destinazione d’uso” e lo rinominò Alahambra Palace. Fu attrezzato inizialmente per ospitare un circo che ottenne molto successo. Ma il nuovo proprietario, tale sig. Smith, che di affari se ne intendeva, ottenne licenze per poter proporre spettacoli musicali e, soprattutto, di danza. Il balletto era il fiore all’occhiello. In questo momento ci troviamo nell’Alahambra Palace Music Hall. Aggiungendo poi l’attività teatrale, viene da sé che l’Alhambra visse un periodo d’oro, divenendo punto di riferimento a Londra e non solo. Come ogni bella storia che si rispetti a Londra, dopo alcuni anni e tanti spettacoli, il teatro nel 1882 fu quasi completamente distrutto da un incendio per essere poi restaurato. Arriva il nuovo secolo, arriva il cinema che non può mancare all’Alhambra, e arriva la guerra. Finita la guerra, i grandi teatri cominciano a vivere un momento di crisi e inizia la stagione, forse mai terminata, ma questa è un’altra storia, di demolizione di palazzi storici per fare spazio al futuro. Londra è molto rappresentativa di ciò, e bisogna ringraziare i tanti comitati locali che hanno lottato con le unghie e con i denti, pensare a Covent Garden, se qualcosa è sfuggito al demolisco/ricostruisco perpetuo. Ma torniamo a noi, nel 1936 ci hanno provato a salvare l’Alhambra, ma non ci sono riusciti. Allora il nostro Max Miller, che era anche stato censurato per essersi opposto alla demolizione, decise il giorno stabilito di andare a vedere cosa accadeva. Quando si accorse che il palco, che lui aveva diverse volte calpestato, era stato smontato, gli venne in mente di fare un ultimo spettacolo. E lo fece per gli operai, intrattenendoli più di un’ora tra le risate generali. Dieci minuti dopo questo diversivo, immagino tristi facce degli operai, l’Alhambra non c’era più.

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Tempo fa, passeggiando per Leicester Square, ho notato un folto gruppo di gente che era in attesa di Cristiano Ronaldo, alla prima di un film su di lui. Giorni dopo la piazza era tutta un’impalcatura perché si stava per trasmettere la prima mondiale del film di cui si parlerà a lungo Batman vs Superman, per non parlare di Guerre Stellari. Insomma tutte queste star che oggi si presentano su quel bel red carpet alle prime mondiali dell’Odeon di Leicester Square di Londra, tutti quelli che pagano non poco per vedere Kung Fu Panda 3 all’Odeon, chissà se lo sanno che lì, su quei metri quadrati, c’era il vecchio Alhambra. Chissà se lo sanno che poco prima di collassare su se stesso c’era qualcuno che gli regalò un ultimo spettacolo. E chissà se lo sanno che un edificio, pensato all’origine per strabiliare con le scienze e le arti, poi per intrattenere con tutte le forme si spettacolo più elevate, alla fine anche sotto forma di maceria, prima di trasformarsi in Odeon, ha regalato un’altra storia ai confini della realtà. Però oggi non ve la racconto…

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http://www.theatrestrust.org.uk/resources/theatres/show/3263-alhambra-theatre- london

http://www.arthurlloyd.co.uk/Alhambra.htm

http://www.cabbieblog.com/max-miller- says-goodbye/

https://books.google.co.uk/booksid=yfRuNMWU66QC&pg=PA329&lpg=PA329&dq=max+miller+alhambra+strangest+tales&source=bl&ots=G_slQlelc9&ig=EXU9Szof_CjaHbpCk_J2KAzDm5U&hl=en&sa=X&ved=0ahUKEwjXtcSOvq_MAhUkCcAKHcmlAZ0Q6AEIHzAA#v=onepage&q=max%20miller%20alhambra%20strangest%20tales&f=false

http://www.odeon.co.uk/cinemas/leicester/104/

 

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